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Riordino delle carriere: continua il tiro alla fune

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Stamattina si è tenuto un nuovo confronto con l’Amministrazione riguardo alla bozza di riordino delle carriere presentata dal Dipartimento e già trasmessa alla Funzione Pubblica, la cui delega scade il prossimo 27 febbraio. La delegazione dell’Amministrazione, come sempre, è stata guidata dal Vice Capo per il Coordinamento Prefetto Matteo PIANTEDOSI.

Preliminare e fondamentale importanza nella discussione ha rivestito la questione relativa alla “sparizione” del bonus individuale una tantum degli 80 euro mensili (960 netti annui) che avverrà non appena partirà la nuova riparametrazione e, comunque, sicuramente, dal gennaio 2018. Per far fronte a questa perdita di potere d’acquisto reale, per quanto non strutturale e incerta, l’Amministrazione, oltre all’incremento previsto dalla nuova riparametrazione, si è detta convinta di riuscire a coprire la differenza, o almeno ad avvicinarsi molto, sia attingendo ai 100 milioni di euro rimasti dallo stanziamento complessivo dei 977 milioni di euro per il Riordino, sia attraverso lo strumento della defiscalizzazione (tassazione agevolata al 10%) del trattamento economico accessorio, ivi comprese le indennità erogate in via fissa e continuativa (l’indennità pensionabile, per intenderci), tuttora, però, oggetto di confronto con il MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze). 

In accoglimento di alcune parziali richieste avanzate anche nella precedente riunione del 15 febbraio scorso, l’Amministrazione, riformulando il proprio progetto, ha confermato le seguenti modifiche:

- sostituzione della denominazione per le qualifiche apicali di “qualifica speciale” con quella di “Coordinatore” per tutti gli assistenti capo, sovrintendenti capo e sostituti commissari con 8 anni di anzianità nella qualifica senza demerito, evitando così la scelta di chi si e chi no ad opera dei dirigenti ed i probabili scavalchi che ne sarebbero derivati atteso il riconoscimento della preminenza gerarchica che detta denominazione riconosce;

- soppressione della qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria per gli assistenti capo;

- eliminazione del limite di età anagrafica per il concorso interno per vice sovrintendente;

- mantenimento della sede di servizio per tutti gli assistenti capo vincitori del concorso per vice sovrintendente;

- è stata rimodulata la percentuale interna dei posti vacanti per il concorso da vice sovrintendente, passando dagli attuali 80% (riservato agli assistenti capo) e 20% (per il restante personale) al 70% (Ass. C.) e 30% (Ass./Agenti);

- eliminazione della prova scritta, nella fase transitoria, nei concorsi per vice ispettore riservati ai sovrintendenti capo (a partire dal 15^, 16^ e 17^ corso), con il mantenimento della sola valutazione dei titoli, al pari delle altre amministrazioni;

- mantenimento della sede di servizio per tutti i sovrintendenti capo vincitori del concorso per vice ispettore;

- eliminazione della prova orale, nella fase transitoria, per il concorso per il nuovo ruolo direttivo ad esaurimento (di 1800 unità) riservato ai sostituti commissari, con il mantenimento della sola valutazione dei titoli, al pari delle altre amministrazioni interessate. Si tratterà di un unico concorso interno, ma con annualità e scaglioni di avvio al corso diluite ancora nell’arco dei cinque anni e riferite alle annualità 2001/2005. Sul richiesto accorciamento della fase transitoria (5 anni), sulla eccessiva durata dei corsi e sul mantenimento della sede, l’Amministrazione sta ancora valutandone l’eventuale fattibilità. Nodo che sarà probabilmente sciolto nel prossimo incontro;

- acquisizione della denominazione di commissario tecnico anche per tutti i direttori tecnici;

- eliminazione, ancorché da parte della sola nostra Amministrazione, del mancato riconoscimento dell’indennità di cui alla legge 86/2001 (ex legge 100) in caso di trasferimento d’ufficio per distanze fino a 50 km.

Restano, purtroppo, ancora incompiuti diversi punti di assoluto spessore, sui quali avevamo chiesto un maggiore impegno da parte dell’Amministrazione, tra cui:

- ampliamento degli organici dei ruoli dei sovrintendenti, ispettori e ruolo direttivo ad esaurimento, almeno al pari delle altre Forze di polizia, secondo il principio di equiordinazione. I nostri ruoli, infatti, restano molto inferiori rispetto a quegli dei nostri omologhi dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Questo significativo gap, oltre a procurarci una perdita di risorse nei rinnovi contrattuali, collocherà i poliziotti a fare, ancora una volta, la parte della cenerentola, con minore possibilità, per il personale, di poter ambire a percorsi di carriera più rapidi, guadagnare di più e andare in quiescenza con una pensione più dignitosa. Questa può e deve essere l’occasione per rivedere seriamente le piante organiche, recuperando le differenze oggi esistenti tra le diverse Forze di polizia;

- tutte le vacanze in organico accumulatesi a seguito dei mancati concorsi, unitamente alle opportunità offerte dal Riordino, nella fase transitoria, devono restare esclusivo appannaggio dei soli dipendenti interni. Questo consentirebbe, in parte, di ristorare il personale di tutte quelle perdite di chance, economiche e di carriera che è stato costretto a subire in tutti questi anni. Come non rendersi conto che riconoscere maggiori opportunità di carriera al personale interno, consente un maggiore ricambio nei diversi ruoli e uno spirito motivazionale rinvigorito?

- per evitare lotte intestine nelle varie qualifiche apicali che inevitabilmente si creeranno a seguito sia della scarsità di posti per tutti, sia di una fase transitoria eccessivamente lunga (10 anni), in fase di prima applicazione avevamo chiesto che si ricorresse all’istituto del soprannumero riassorbibile. Invece, la vera parte del leone in questo riordino la farà la mannaia anagrafica e il pensionamento di quanti raggiungeranno il limite senza trovare alcun beneficio. A mero titolo d’esempio, a fronte degli attuali circa 46.000 assistenti capo, 7.000 assistenti, 4.000 agenti scelti e 8.800 agenti, l’Amministrazione ha paventato la possibilità per soli 24.000 di questi di accedere al ruolo dei sovrintendenti nell’arco di 5 anni (e sempre che, in contemporanea con tutti gli altri concorsi, mantenga l’impegno di procedere effettivamente nei concorsi per sovrintendenti senza soluzione di continuità);

- il Riordino avrebbe dovuto semplificare ruoli e qualifiche, invece, li aumenta. Avrebbe dovuto accorciare i tempi di permanenza in tutti i ruoli per giungere alle qualifiche apicali il prima possibile per consentire di guadagnare di più, quindi versare di più e godere, così, di una pensione più dignitosa;

- restano al palo tutte quelle qualifiche intermedie, per le quali ben poco si intravede se non prima dei prossimi dieci anni;

- ad oggi, benché più volte richiesto offrendo anche soluzioni propositive al riguardo, non ci sono ancora certezze sul mantenimento della sede per i vincitori del concorso interno per 1400 posti da vice ispettore, né sul fatto che, attesa la durata della frequenza del corso, non siano scavalcati nell’anzianità, ancorché giuridica, da chi, in luogo del Riordino, potrà accedere al citato ruolo;

- poco o nulla si riesce a comprendere circa gli assetti, le funzioni, le retribuzioni e le prospettive di carriera dell’attuale ruolo direttivo e dirigente, di cui, di certo, allo stato attuale, c’è solo che i commissari capo resterebbero incomprensibilmente fuori dalla nuova area dirigenziale, rimanendo in un ruolo che, diversamente, dovrebbe essere solo la naturale prosecuzione di carriera interna per il ruolo degli ispettori;

- per il Ruolo tecnico nel suo insieme – già pesantemente mortificato (si pensi che dal 1982, anno della sua costituzione, non è ancora stata individuata una pianta organica provinciale e d’ufficio, impedendone, di fatto, la più elementare mobilità) e privato di prerogative riconosciute al ruolo ordinario (una per tutte, assenza del “concorsone” per il recupero delle vacanze nel ruolo dei revisori) - avevamo semplicemente pensato che in questo Riordino potesse finalmente essere trattato con pari dignità del ruolo ordinario, per poi procedere ad una revisione del mansionario sicuramente semplificato, ma non annichilito. Invece, assistiamo all’ennesimo avvilimento, volendo l’Amministrazione racchiudere quell’insieme di specifici saperi divisi naturalmente in settori in un unico settore di “supporto logistico” da cui attingere alla bisogna, come se il tecnico fosse per sua natura un tuttologo conoscitore di motorizzazione, informatica, telecomunicazioni ecc. secondo i bisogni dell’ufficio di turno.

Ciò detto, continueremo a vigilare affinché siano apportati gli idonei correttivi nell’esclusivo interesse del personale e, soprattutto, con lo scopo che questo Riordino sia il più possibile aderente alle legittime aspettative dei colleghi, mortificate da troppi anni di disattenzione.

La battaglia dell’Ugl Polizia per arrivare anche a queste importanti e decisive conquiste di dignità e di equità continuerà fino all’ultimo momento, già a partire dal prossimo incontro di lunedì 20 febbraio.

NOI NON MOLLIAMO!

Roma, 17 febbraio 2017   

LA SEGRETERIA NAZIONALE

 

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